Le prime medicazioni avanzate nate direttamente dall’esperienza di Winter sono state le pellicole,
detti "film", aventi composizione chimica diversa (polietilene o poliuretano) ma tutte accomunate
dalle stesse caratteristiche: aderire selettivamente alla cute perilesionale ma non al letto della
lesione, permettere la creazione di un microambiente umido al di sotto della medicazione, rendere
possibile lo scambio gassoso verso l’esterno prevenendo in tal modo la macerazione dei tessuti.
Il pericolo di colonizzazione batterica veniva inoltre ridotto da tali medicazioni, garantendo una
impermeabilità ai liquidi ed ai batteri.
La limitata essiccazione dell’ulcera e il mantenimento di uno strato umido sopra le terminazioni
nervose determinava infine in alcuni pazienti una diminuzione del dolore.
Nascono così i primi "film" o pellicole impiegati inizialmente come telini chirurgici da
incisione; solo alla fine degli anni ’70 sono stati impiegati per curare le ulcere.
Le pellicole semipermeabili sono costituite da fogli di polimeri o copolimeri di polietilene o
poliuretano rivestiti nel lato a contatto con la lesione da un adesivo di natura idrofilica per
il fissaggio.
Hanno la caratteristica di essere medicazioni semi-occlusive cioè permettono un minimo scambio
gassoso fra ambiente umido al di sotto della medicazione e ambiente esterno, ma impediscono ai
liquidi e batteri provenienti dall’esterno, di entrare.
Sono trasparenti perciò permettono l’ispezione della lesione, potendo peraltro permanere in sede
più giorni.
L’adesivo idrofilo viene inattivato dall’umidità e dall’essudato delle ulcere garantendo così una
non aderenza al letto della lesione e favorendo invece una rimozione atraumatica che non disturba
il tessuto di granulazione neoformato e non provoca dolore; aderisce invece sulla cute sana
perilesionale e ne permette quindi l’ancoraggio.
Questo tipo di medicazioni presentava però dei limiti: la scarsa capacità di assorbimento dei
fluidi provenienti dall’ulcera e, nelle medicazioni con adesivo, l’aggressività dei prodotti
utilizzati come collanti sulla cute perilesionale.
Proprio per superare i limiti di queste prime "nuove" medicazioni, dagli anni ’80 in poi c’è stato
un grande fermento in questo settore; in particolare si sono studiate e progettate medicazioni che, almeno teoricamente, dovevano
rispondere alle seguenti caratteristiche :
- mantenere un ambiente umido sulla lesione
- evitare la macerazione dovuta ad un eccesso di umidità
- essere impermeabile alla penetrazione dei liquidi dall’esterno
- permettere lo scambio gassoso di ossigeno anidride carbonica e vapore acqueo con l’ambiente esterno alla lesione
- garantire un isolamento termico per la lesione
- essere sicura per quanto possibile, cioè non contenere elementi tossici, avere una bassa probabilità di creare allergia e soprattutto essere sterile
- avere un elevato potere assorbente verso l’essudato e trattenerlo, possibilmente, anche sotto compressione
- non rilasciare residui sul letto dell’ulcera
- fungere da barriera all’ingresso di microrganismi
- non aderire all’ulcera
- fornire alla lesione una barriera meccanica, proteggendo la lesione da possibili traumi
- garantire il comfort del paziente evitando il dolore
- conformarsi alle diverse sedi anatomiche
- essere semplice da usare e di sicuro impiego
- permettere una permanenza in sede sufficientemente lunga
- permettere il monitoraggio della progressione della guarigione senza rimuovere la medicazione stessa
Nascono così numerosi tipi di medicazioni con altrettante varianti :
IDROCOLLOIDI
Sono delle medicazioni costituite da miscele di polimeri naturali o sintetici sospesi in forma
microgranulare in una matrice adesiva e ricoperti esternamente da un film di poliuretano.
Hanno la possibilità di interagire con la lesione in modo lento subendo una trasformazione quando
cedono i propri componenti alla lesione; in tal modo possono aderire alla cute sana ma non
aderiscono al letto di lesione.
Grazie alle loro caratteristiche riescono ad assorbire essudato fino a dieci volte il loro peso.
Anche se sono spesso considerati medicazioni occlusive in senso assoluto, in realtà hanno una
minima permeabilità grazie al film esterno in poliuretano che permette comunque uno scambio di
gas con l’ambiente esterno.
ALGINATI
Sono medicazioni a base di sali di calcio e/o sodio dell’acido alginico derivato dalle alghe marine.
Quest’ultimo a sua volta può avere caratteristiche diverse in base alla composizione percentuale
in acido glucuronico e acido mannuronico ottenendo in questo modo una gamma di differenti tipologie
di alginati.
La loro peculiare caratteristica è l’elevata assorbenza, anche se non sono in grado di trattenere i
liquidi assorbiti, in quanto danno origine ad un gel che ne rende particolarmente atraumatica la
rimozione.
Sono caratterizzati anche da un certo potere emostatico derivante dall’alginato di calcio che li
rende adatti nella medicazione di lesioni emorragiche.
IDROGELI
Sono medicazioni costituite da una elevata percentuale di acqua (più del 40%) insieme a polimeri o
copolimeri idrofili di diversa natura (polivinilpirrolidine, poliacrilamide, polietilene ossido).
Atri componenti sono un agente gelificante, presente in minima percentuale come amido o
carbossimetilcellulosa, ed ad un agente umettante con funzione di conservante, in genere glicol
propilenico.
In funzione della composizione, gli idrogeli possono presentarsi sotto diverse forme: come gel
amorfo oppure stratificati in lamine tridimensionali o sotto forma di garze impregnate.
La presenza di elevate quantità di acqua permette l’idratazione della lesione, rendendoli ottimi
nella gestione di ferite secche e con escara.
Il gel amorfo diminuisce la sua viscosità durante la permanenza in sede fino a liquefarsi.
SCHIUME
Sono medicazioni naturalmente derivate dai film, con il vantaggio di fornire l’assorbimento
dell’essudato che manca alle pellicole.
Sono costituite da polimeri in soluzione trasformati in schiuma mediante un processo industriale
che crea una matrice con celle in grado di assorbire i fluidi.
Le dimensioni di tali celle possono essere controllate durante il processo di lavorazione,
ottenendo schiume con diverse caratteristiche.
Pur nella vastissima gamma di prodotti disponibili, ciò che differenzia le diverse schiume è
l’impermeabilità, lo spessore e le caratteristiche dell’adesivo.
Le dimensioni dei fogli di poliuretano che costituiscono le medicazioni variano da 4-7 mm fino a
meno di 1 mm in quelle supersottili, ottenendo medicazioni con differenti capacità di assorbimento
dell’essudato.
Possono essere dotate di un film superiore di copertura che conferisca alla medicazione
impermeabilità ai liquidi e batteri; possono avere un adesivo idrofilico nella porzione a contatto
con la lesione per evitare l’impiego di medicazioni secondarie per il fissaggio.
Da notare anche la grande disponibilità di medicazioni conformate per le diverse zone anatomiche.
Nella tabella sottostante il riassunto delle caratteristiche delle medicazioni sopra citate.